Desideri e obiettivi: come concretizzare il sogno

sogno

Tutti siamo pieni di desideri, persino di sogni. È una condizione normale che accomuna l’intera umanità. Guai, se una persona rinuncia al sogno, al desiderio: è lì che si comincia a morire. E purtroppo qualcuno muore davvero. In fondo, il suicidio non è che la logica conseguenza di questo abbandono: l’abbandono della Speranza. Essa quindi – la Speranza – è condizione umana per eccellenza. Tuttavia, se confrontiamo il divario tra le speranze della gente, e ciò che la maggioranza fa per inverarle, il panorama è triste.

Anzitutto perché c’è una notevole differenza tra sperare e desiderare, desiderare davvero. Se uno si limita a sperare, assume un atteggiamento passivo davanti all’esistenza e al mondo, e resta in perenne attesa di quegli Eventi che, nella sua mente, potrebbero arrivare a cambiargli il Destino. Con l’unico risultato di rendere quasi ineluttabile il perpetuarsi della situazione attuale, se non il suo peggioramento.

Il desiderio invece è passione, è ardore, è ardimento persino. Costituisce il carburante dell’agire umano, del progresso. Se spero, prego. Se desidero, agisco.

Ma non basta ancora.

Desiderare assicura soltanto una, per quanto formidabile, dose di energia che deve trovare sfogo nell’azione: ma tale azione è spesso disordinata, tende al caos piuttosto che a un lucido orientare i propri atti nella direzione opportuna. Dopo tutto, “agire” ed “agitarsi” hanno la stessa base etimologica, ma sono due verbi dal significato ben diverso, persino opposto nei suoi esiti.

Chi desidera, spinto da una passione irrefrenabile, spende energie ciecamente, si agita, spreca e spesso impreca. Chi invece agisce, pur avendo una base motivazionale e quindi energetica di pari potenza, si distingue da chi desidera perché incanala i propri sforzi in maniera direzionata e coerente, ed è capace di aggiustare la rotta in funzione dei risultati.

Se il desiderio, insomma, è la premessa necessaria, non è di per sé condizione sufficiente per il successo. Ciò che rende fecondo il desiderio, il sogno, è trasformarlo in traguardi tangibili, è il tradurlo in concreti obiettivi.

Quanta gente sogna, e magari desidera ardentemente, di avere successo (nel lavoro, con il sesso, con la fama, eccetera), ma benché si impegni strenuamente non riesce a cavare un ragno dal buco? Quante volte abbiamo sentito dire, di un lavoratore, che s’impegna e sgobba, ma non raggiunge gli obbiettivi? Quante aziende nascono e muoiono in pochi anni o addirittura mesi, nonostante un impegno ammirevole dei loro fondatori? Quanti matrimoni naufragano, nonostante l’ardente desiderio dei due protagonisti, di evitarne la fine? Quante persone si iscrivono all’Università piene di ardore, e vogliose di studiare, ma che finiscono col rinunciare a metà percorso, perché i risultati sono diversi dalle attese?

Ebbene: il sogno, il desiderio, per funzionare e produrre risultati ha bisogno di essere fecondato, né più né meno di un ovulo nel grembo femminile, o di un fiore, o di un campo arato che attende la semina. E questa fecondazione ha un nome: obiettivo.

Trasformare un sogno in obiettivi significa ascoltarlo e dargli voce.

Il tuo sogno, è l’Amore? Ma cos’è il tuo sogno d’amore? Un amore romantico che duri tutta la vita? Avere un compagno/a che ti capisca davvero e sia partner di giochi di sesso? Allevare figli in armonia? Poter ridere insieme la sera, davanti al caminetto? Stringersi in un caldo abbraccio, ogni mattina al risveglio? Scriversi lettere appassionate anche se non si è lontani? Sentire di non esser mai soli se l’altro/a è nei paraggi?

Si fa presto a desiderare ardentemente la fama, il successo, nel proprio mestiere, ma cosa vuol dire in pratica per te? Quali traguardi potrebbero dirti nel futuro che hai raggiunto il successo, o almeno che sei sulla strada giusta per conseguirlo? Ottenere una promozione? Dei riconoscimenti? Quali? Un premio? L’applauso della folla adorante? Tangibili manifestazioni di stima e considerazione? E quali? Potersi permettere una vita agiata? E che vuol dire agiata per te? Avere una bella casa? Una macchina potente? Vestiti di marca? O una situazione economica e finanziaria che ti faccia guardare alla vecchiaia con serenità? Fare dei viaggi indimenticabili? Potersi permettere di presenziare alla prima alla Scala di Milano? O che altro?

È questo dar vita al sogno, rispondendo a domande come queste (che troppi di noi non osano nemmeno porsi) che fa “parlare” la parte sognante di noi, che trasforma la speranza in desiderio e il desiderio in progetto. Perché è ovvio che, se il mio sogno d’Amore è fatto di sesso, o vuol dire allevare figli, le cose da fare per realizzarlo sono parecchio diverse! Se il mio successo è una vecchiaia tranquilla e senza preoccupazioni economiche, dovrò fare cose – e preordinare azioni – differenti, che se il mio sogno fosse avere folle adoranti ai miei piedi.

Il Coach, con il Coaching, aiuta il Cliente a guardare dentro di sé per dare voce e vita ai suoi sogni, anche quelli che gli sembrano irraggiungibili, per fecondarli e trasformarli in progetti. Per dare vita alle azioni concrete che li rendono realizzabili.

 

 

 

 

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