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Settimana del Coaching Prossemico 2025

Non è raro che un coachee sembri non accedere mai a sé stesso: sembra che non possa davvero ingaggiarsi nel processo di coaching. Il coach ha la sensazione di trovarsi davanti al classico “muro di gomma”. Altre volte, in un percorso (o in una sessione) di coaching che era iniziato bene, improvvisamente il coachee si blocca e il coach sembra trovare la strada sbarrata… Cosa si può tentare di fare in sessione, per superare gli ostacoli? Il coaching prossemico è nato per consentire la massima profondità esplorativa del coachee in sessione, al fine di raggiungere ed esplorare le sue risorse più intime e potenti. Se questo permette di ispirare davvero una evoluzione duratura del coachee, dall’altro lato apre per il coach nuove sfide sul piano tecnico e deontologico. L’obiettivo è di far emergere i bisogni profondi e la “mappa valoriale” del coachee. Si tratta di due aspetti complementari, che si intrecciano in una dinamica complessa. Qual’è la fisiologia della gerarchia valoriale profonda, e cosa invece può bloccarne la libera espressione?

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