Il ruolo del Coach: archeologo o progettista?

Un modo interessante per “leggere” una sessione di coaching, è osservarla dal punto di vista del tempo. Non mi riferisco alla sua durata. Parlo del fatto che il cliente, raccontando di sé, può esprimere la propria narrazione del passato, la sua interpretazione del presente, i suoi desideri per il futuro. Di regola, esordisce al presente, raccontandoci le proprie difficoltà, frustrazioni, … Read More

Visione allargata o ristretta? Saper usare lo ZOOM

zoom

Spesso, ascoltando una sessione di coaching, o il racconto di un coach che parla di un suo anonimo cliente, si dice che il cliente stesso “s’incaglia”, “si blocca”, “non trova la via d’uscita”. Generalmente, la ragione risiede nel fatto che nel cliente esistono convinzioni bloccanti, paradigmi che costituiscono un ostacolo interiore al suo cammino di progresso. Può darsi che tale … Read More

I racconti che autoassolvono: gli alibi che prendiamo con noi stessi

L’enorme complessità del vivere, ove il progressivo cumularsi di ricordi ci pone davanti uno sterminato ventaglio di esperienze spesso contraddittorie, impone al nostro cervello un continuo lavorìo di ricategorizzazione dei ricordi stessi. Trovo nella mia memoria ricordi gratificanti e frustranti, e mentre alcuni confermano certe mie convinzioni su me stesso, altri sembrano smentirle in pieno. Ma ho bisogno di avere … Read More

Perché diventare un Coach Prossemico

Non diremo mai che il Coaching Prossemico rappresenta una rivoluzione nel panorama dei diversi approcci e delle varie scuole di pensiero che popolano l’attuale know-how del Coaching. Riteniamo infatti che la metodologia generale del Coaching, a parte le ovvie differenze tra scuola e scuola, sia oramai sufficientemente consolidata, con un insieme di costrutti e tecniche, che si aggregano in una … Read More

Passato, presente, futuro del cliente nel Coaching Prossemico

Il Coaching in generale, e il Coaching Prossemico non fa eccezione alla norma, ha senso se con esso il cliente costruisce per il futuro. Finché resta ancorato al passato, o al presente, senza una progettualità, il cliente rimane bloccato in una situazione insoddisfacente, frustrante, che limita il dispiegarsi delle sue potenzialità e il suo accesso alle medesime. Non a caso, … Read More

I livelli neurologici di Dilts nel Coaching Prossemico

(parte dei contenuti tratti dal nostro Ebook “Introduzione al Coaching Prossemico”) Robert Dilts, studente e poi collega di Richard Bandler e John Grinder, e che ha studiato personalmente con Milton Erickson e Gregory Bateson, è universalmente considerato tra i maggiori studiosi della Programmazione Neurolinguistica fin dai suoi albori, applicandone i principi alla salute e all’apprendimento professionale, sia come consulente, sia … Read More

La prossemica nel coaching

Il Coaching Prossemico accoglie la definizione che oggi si dà della Prossemica in base agli studi di E.T.Hall: lo studio delle relazioni di vicinanza nella comunicazione. Osservando come la distanza psichica sia correlata alla distanza fisica tra le persone, egli individuò quattro “zone” interpersonali, che si differenziano in funzione della distanza: in particolare, la distanza “intima”, quella “personale”, quella “sociale” … Read More

Un nuovo metodo: Il Coaching prossemico

Il metodo di Coaching, che qui definiamo “prossemico”, deve il suo nome agli studi sulla prossemica in comunicazione (si veda al riguardo il lavoro dell’antropologo Edward Twitchell Hall, 1963), nei quali si sostiene – in estrema sintesi – la necessità di trovare la giusta distanza fisica (=prossemica) dal proprio interlocutore per poter comunicare efficacemente. È stato a partire da tali … Read More

Il gruppo di lavoro: problem solving o mediazione “politica”?

Si prenda un gruppo di lavoro, sia esso composto dai manager di un’azienda, o dai membri di una commissione, o sia il Consiglio di Amministrazione di una società, o l’Assemblea dei soci di una Cooperativa, non importa. Poi si assegni a questo gruppo un obiettivo, del tipo: “questa è la situazione, avete un certo numero di giorni (ore, mesi) per … Read More

Cos’è l’autoconsapevolezza

autoconsapevolezza

In psicologia, questo concetto è definito come “la conoscenza che l’Io ha di sé stesso in quanto soggetto dell’esperienza.” Questo significa anzitutto due cose. Che ho consapevolezza nella misura in cui il mio Io – cioè la mia coscienza “consapevole” – riesce a conoscere sé stesso, e che questa conoscenza riguarda me come soggetto dell’esperienza, vale a dire che mi … Read More